Potenza, nella casa di riposo “Arcobaleno-Giovanni XXIII” una festa dei nonni speciale con gli alunni del Comprensivo “Milani”

Arrivo puntuale alle 10,00 nella Casa di riposo “Arcobaleno-Giovanni XXIII” a Potenza all’ingresso del parco di Montereale. Gli alunni di quinta della scuola Bramante dell’Istituto Comprensivo “Lorenzo Milani” diretto da Marcella Marsico, con le insegnanti Tiziana Galatola, Tina Marcchitelli, Donatella Mecca, Maria Antonietta Santangelo e Maria Calace, anche quest’anno hanno deciso di festeggiare i nonni con il Comitato Provinciale Unicef di Potenza. Una festa con “nonni speciali” della Casa di riposo vicino alla scuola che accoglie anche la nonna di un alunno della classe. Agata Di Deco, arteterapeuta e animatrice, mi accoglie con un grande sorriso e mi sento subito a casa. Gli anziani in cerchio nel salone addobbato con festoni e disegni fatti dagli ospiti aspettano i bambini. Ed eccoli che arrivano un po’ affannati per aver fatto le scale. Si tolgono i cappotti e in cerchio osservano i giochi in legno dell’Unicef che mostro agli anziani. Gli occhi brillano quando la trottola e lo yo-yo cominciano a girare. Alcune anziane li riconoscono e provano a giocare, seguiti dagli sguardi divertiti dei piccoli. Ciascuno bambino ha con sé una busta colorata con una lettera, dei pensieri, dei disegni per i nonni che leggono a turno. “Miei cari nonni, vi scrivo con affetto, siete ammirevoli e speciali. Nel vostro cuore c’è sempre amore. Vi regalo un fiore che ho disegnato per voi. Ha un profumo magico che renderà gentile tutta la città. Non importa se siete giovani o anziani, in fondo tutti voi siete il nostro ieri, oggi e domani”. E ancora “i Nonni migliori.” I nonni ci consolano e tutto diventa meno brutto. Loro ci fanno sentire felici e ci regalano nuovi amici..”. I nonni prendono in mano le buste che vogliono subito mettere al sicuro e con occhi grati guardano i piccoli. L’alunno abbraccia la sua nonna e piangono insieme. Tutti ci commuoviamo. Ci vuole subito un po’ di musica e prima i ragazzi cantano una canzone in inglese e i sempre giovani ringraziano con “La canzone del caffè”, quella di Riccardo del Turco…” Ma cosa hai messo nel caffè/ che ho bevuto su da te/ C’è qualcosa di diverso adesso in me…”. E non è finita qui. La mamma, rappresentante di classe, ha portato torte, pizza e bibite, preparate dalle famiglie. Si imbandisce la tavola e tutti gustano con piacere, anche se sta arrivando l’ora del pranzo per gli ospiti. In sottofondo una colonna sonora con valzer e mazurche. Si balla anche sulle carrozzelle e il viso finalmente disteso di tutti gli anziani è la nostra migliore ricompensa. E’ tempo di tornare a scuola. Agata promette che presto ricambierà la visita portando alla quinta le storie degli anziani della casa di riposo che ha raccolto in un libro. E’ così può continuare una storia d’amore e di crescita.

Mario Coviello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *