Il grido di allarme di ciechi ed ipovedenti lucani: “Senza il servizio di riabilitazione, siamo abbandonati da mesi”

Ciechi ed ipovedenti lucani ormai sono abbandonati a se stessi. Lo fanno sapere molti di loro, dove denunciano che da oltre sei mesi (da dicembre 2017) che il servizio di riabilitazione e prescrizione ausili è sospeso. Un servizio -a quanto pare e purtroppo- considerato fondamentale solo dai fruitori e non probabilmente dalla politica e da chi dovrebbe garantire questi servizi e adeguati livelli di assistenza alle persone disabili. Il problema denunciato dai ciechi ed ipovedenti lucani riguarda la sospensione delle attività di riabilitazione visiva. Il centro, con sede a Potenza, è stato chiuso. “Le conseguenze le paghiamo noi disabili visivi”, hanno fatto sapere alcuni di loro, che si sono recati anche in Regione, presso gli uffici competenti, per chiederne l’immediata riattivazione. Molti, anche a seguito dei controlli, hanno avuto il suggerimento dai medici di continuare queste terapie, ma a Potenza -secondo quanto riferito da ciechi ed ipovedenti- non è più possibile. Il servizio di riabilitazione e prescrizione ausili era stato ospitato nei presso i locali del poliambulatorio “Madre di Teresa di Calcutta”. “Chiediamo il ripristino immediato delle attività di riabilitazione visiva per far si che venga restituita la dignità, quella di esseri umani, alle persone bisognose di cure aventi diritto come tutti ad un’assistenza sanitaria dignitosa”, sottolineano i ciechi ed ipovedenti. L’augurio è che chi di competenza, a quanto pare la Regione Basilicata, provveda a risolvere la problematica per dare nuovamente un importante servizio a ciechi ed ipovedenti.

Claudio Buono

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