Furti nelle case dei lucani. S’intensifica la campagna “Sicuri a casa propria” lanciata da SPP e Una Nuova Italia

I continui furti nelle case dei lucani – gli ultimi avvenuti ad Avigliano e Ruoti sabato scorso e peraltro in un orario in cui la gente può trovarsi nella propria abitazione ed anche per questo ancor più preoccupanti per quanto sarebbe potuto accadere nell’imbattersi nei ladri –  come quelli denunciati, sempre di recente, dai cittadini di contrade alla periferia di Potenza, non consentono ulteriori sottovalutazioni. A sostenerlo  è Aldo Di Giacomo segretario generale del Spp (Sindacato Polizia Penitenziaria) e presidente del movimento “Una Nuova Italia” per il quale non si può lasciare il cittadino al “fai da te” con l’installazione di sistemi antifurto, delegando la sicurezza, un bene che lo Stato deve assicurare, direttamente alle famiglie.  Secondo una ricerca dell’Ipsos , in Italia sono tre su quattro le famiglie che hanno installato un sistema antifurto, sia pure una semplice porta blindata. Con l’arrivo dell’estate, come riferiscono le statistiche, i furti sono destinati purtroppo ad aumentare se non si interviene adeguatamente. I dati Istat più aggiornati (al 2016) dicono che i furti denunciati da cittadini ed operatori economici sono stati oltre 230 mila di cui più della metà d’estate. Numeri decisamente al di sotto della situazione reale perché, come è noto, tanti cittadini sfiduciati per indagini che, solo in un numero limitato di casi risalgono ai ladri, rinunciano a denunciare. Per questa ragione – dice Di Giacomo – intensificheremo la nostra campagna “Sicuri a Casa Propria” per sensibilizzare i cittadini sulla nostra legge di iniziativa popolare sull’inviolabilità del domicilio e sulla riforma della legittima difesa. Tre i punti essenziali: raddoppio delle pene; nessun risarcimento a chi viene a rubare a casa nostra in caso di difesa; nessun reato e condanna per chi si difende a casa propria da ladri e delinquenti. Ricordo che sono state già superate le 70mila firme che si aggiungono ai 2 milioni 300 mila italiani che hanno firmato per la proposta di legge depositata in Parlamento nella precedente legislatura e volutamente affossata da tutti i partiti. “Il delinquente non è il cittadino che tenta di difendere se stesso, la propria famiglia, la casa, ma chi invade la proprietà altrui”: questo il messaggio che intendiamo lanciare perché innanzitutto si distingua tra vittima e carnefice. Sappiamo che alcuni Comuni hanno avviato progetti per l’installazione di sistemi d videosorveglianza nei centri abitati utilizzando fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Interno. Anche questo – afferma Di Giacomo – è un buon sistema di prevenzione che va intensificato soprattutto nelle aree più a rischio come le periferie e le contrade. Per noi una cosa è certa: non è possibile che i cittadini siano lasciati da soli a contrastare i furti magari, come pure è già successo in contrade di Potenza, con l’autorganizzazione di ronde di vigilanza.  

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