Mini eolico, incontro a Potenza sui problemi degli operatori del settore. L’associazione CPEM: “Distorta campagna di stampa locale”

Nei giorni scorsi si è tenuto a Potenza un incontro tra Carlo Buonfrate, presidente del CPEM, associazione che rappresenta gli interessi del minieolico a livello nazionale, ed un gruppo di operatori lucani del settore. Il presidente – rende noto l’associazione in una nota – ha preso atto “dello stato di difficoltà e frustrazione” in cui versano i tanti piccoli investitori locali, “vittime di atteggiamenti ostruzionistici della pubblica amministrazione e delle inefficienze del distributore della rete”. “Una distorta campagna di stampa locale – denuncia il CPEM – ha contribuito a travisare la realtà mettendo in cattiva luce gli investitori nel minieolico, fatti passare come avidi speculatori, dimenticando di ricordare i continui estenuanti intralci burocratici e amministrativi che si frappongono alla costruzione di questi impianti, utili all’economia locale”. Il minieolico, si spiega, è un settore che, “oltre all’importante contributo al miglioramento ambientale e al nuovo modello di generazione elettrica distribuita, ha apportato notevoli benefici alla collettività di un territorio interessato, negli ultimi anni, da una profonda crisi economica”. Nella provincia di Potenza, si ricorda, sono nate, nell’ultimo quinquennio, diverse decine di imprese attive nella rigenerazione, installazione e manutenzione di aerogeneratori di piccola taglia, dove hanno trovato lavoro centinaia di persone tra tecnici e maestranze specializzate. Altrettanto importanti le ricadute dello sviluppo del minieolico nel settore agricolo locale che ha potuto beneficiare del reddito derivante dall’affitto dei terreni.  Il settore del minieolico è entrato dal primo gennaio di quest’anno in una fase di grave incertezza essendo scaduta la validità del DM 23 giugno 2016 e mancando qualsiasi notizia in merito al nuovo decreto. “I tempi di approvazione di questo provvedimento legislativo, che dovrà dettare le regole del prossimo triennio in materia di incentivi alle rinnovabili, si prospettano purtroppo molto lunghi, per via del complicato iter istituzionale interno ed il passaggio a Bruxelles, senza contare l’imminente sosta elettorale. Fonti ben informate ipotizzano il varo del decreto addirittura non prima di ottobre 2018”, prevede Buonfrate (indiscrezioni riportano l’intenzione del governo di iniziare l’iter alla Commissione e quello interno “prima delle elezioni”, ndr). Considerata l’attuale situazione di stallo, il CPEM, a più riprese, ha richiesto al MISE un periodo di proroga di 12 mesi del regime previsto per le energie ad accesso diretto del vecchio decreto, “allo scopo di evitare la pericolosa discontinuità che rischia di far collassare l’industria nazionale del minieolico”. Tornando alle problematiche della provincia di Potenza, nell’incontro si è ricordato come la Regione Basilicata aveva emanato due provvedimenti “estremamente punitivi” per gli operatori del minieolico i quali hanno fatto ricorso e poi vinto davanti al TAR Basilicata, ma anche l’ostruzionismo da parte di numerosi Comuni “che per fortuna sono sempre stati rigettati dalle sentenze del Tar Basilicata”, si legge nella nota. La legge regionale Basilicata n. 21 dell’11 settembre 2017 è stata addirittura impugnata dal Governo con ricorso per questione di legittimità costituzionale degli articoli n,1,2,5,6 e 7 e dell’allegato D. Per quanto riguarda le inefficienze del gestore della rete, riscontrate anche in Basilicata, Buonfrate ha riferito di recenti incontri a Roma con i dirigenti delle relazioni istituzionali di Enel con i quali ha condiviso l’opportunità di un’azione comune che porti a sanare, con un emendamento inserito nel nuovo decreto, le situazioni dei numerosi impianti penalizzati dai mancati allacciamenti al 29 giugno 2017 ed al 31dicembre 2017. Alla luce della critica situazione locale del settore, nell’incontro è stata discussa l’esigenza di costituire in Basilicata un presidio del CPEM “per allacciare relazioni costruttive con le istituzioni pubbliche preposte al rilascio delle autorizzazioni e per informare in modo corretto e non strumentale l’opinione pubblica”.

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