Vietri di Potenza, s’infrange sul muro della tassazione e della burocrazia la speranza della cooperativa “Colli Veteres”

Si è infranta sul muro della tassazione e della burocrazia la speranza di una giovane cooperativa di Vietri di Potenza –produttrice e venditrice di prodotti tipici vietresi e lucani- che ieri ha abbassato definitivamente le due saracinesche. Quella del laboratorio e l’altra del punto vendita dei locali situati in Viale Tracciolino. La storia che vi raccontiamo è quella della Società Cooperativa “Colli Veteres”, che ha inaugurato l’attività il 23 novembre 2013. Proprio nel giorno dell’anniversario del sisma del 1980, come segno di speranza e ripartenza. Hanno cessato l’attività non per
mancanza di lavoro, ma per la tassazione alta e per problemi legati proprio alla cooperativa: risultavano essere infatti i datori di lavoro di se stessi, con tanto di busta paga. Ma con spese troppo alte rispetto al fatturato, e quindi la situazione stava diventando ingestibile. Si sono ricreduti dopo tre anni, visto che pensavano alla cooperativa per avere meno problemi burocratici. Ma si sono arresi. Non hanno contratto debiti, ma “così non si può andare avanti”, sottolineano, consci di avercela messa tutta per creare qualcosa. A fine 2012 la cooperativa (composta da Marialuisa, Enzo, Michela e Antonietta, in foto) è vista accogliere l’istanza indirizzata alla Regione, per un finanziamento di circa ventimila euro a fondo perduto per l’acquisto di macchinari. Con quei soldi è stato acquistato un forno. Soldi, ci tengono a precisare, ricevuti in un anno e mezzo e in diverse tranche. “Intanto, abbiamo acceso un mutuo in quel periodo per sopperire alle spese”. Con le rate quasi finite da pagare. Sono partiti praticamente da zero, il resto dell’investimento è toccato metterlo di tasca con i risparmi di una vita. Per l’acquisto di altri macchinari e per l’avvio dell’attività. Eppure grande è stata la risposta dei vietresi e dei tantissimi clienti, non solo in terra lucana, che hanno acquistato i prodotti, su tutti gli “strufoli vietresi”, prodotto eccellente. Oltre una ventina i rivenditori in giro. Ma, nonostante il buon andamento (i prodotti sono arrivati fino all’Iran e negli Usa), tutto non basta per “sopravvivere”, per quattro famiglie in una sola attività. Inutile nasconderlo che, in molti casi, si opta anche per il lavoro in nero. Ma loro non hanno voluto prendere questa strada, nel rispetto delle norme. Una soluzione rischiosa, dannosa ed inutile. Venerdì ha chiuso il laboratorio dove venivano prodotte le delizie vietresi: scaldatelli, le “esse”, strufoli e tanto altro. Alle spese bisogna aggiungere anche i numerosi e continui corsi da loro fatti (e da loro pagati) e i tanti aggiornamenti. “Siamo molto dispiaciuti per questa scelta, ma non potevamo fare diversamente. Ci siamo resi conto che, nonostante il buon andamento, le entrate non riuscivano a coprire tutte le spese, visto che comunque siamo i datori di lavoro di noi stessi e la tassazione di certo non è minima. Un grazie va ai vietresi per la grande risposta sin dal giorno dell’apertura e a tutti coloro ci hanno chiesto, e ci chiedono ancora oggi, i prodotti fatti in laboratorio”. La cooperativa era composta da quattro dipendenti, tre donne ed un maschio. Hanno rassegnato tutti le dimissioni e cessato l’attività. Si sa, i prodotti venduti non venivano proposti con prezzi altissimi, trattandosi comunque di confezioni da qualche centinaio di grammi. Ma comunque, nonostante un buon mercato, non sono riusciti a “campare” (proprio così) le proprie famiglie con questa attività. Tutti i macchinari sono stati già venduti, almeno un buon motivo per loro per quanto riguarda il recupero di parte dell’investimento iniziale. Ma in paese non è di certo la prima attività che chiude: negli ultimi anni, purtroppo, diversi coloro i quali hanno abbassato la saracinesca. E a quanto pare altri sarebbero già pronti, anche se ci auguriamo di no. Vietri rispetta comunque l’andamento nazionale circa la cessazione delle attività. Anche il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, ha visitato l’attività nell’ambito della visita del 3 marzo scorso. Ma la vicenda di Colli Veteres dovrebbe magari far riflettere, sia per alcuni problemi legati al mondo delle cooperative, ma anche sulla tassazione. Un vero e proprio macigno per le piccole attività che, come Colli Veteres, si vedono costrette ad abbassare la saracinesca e dire addio ad ogni sogno.

-Claudio Buono-

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *