Ombre e dubbi sul “Bonus Idrocarburi”. Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Veneto

Ombre e dubbi sull’imminente (terza ricarica) del “Bonus Idrocarburi”, riservato ai cittadini della Basilicata. Il Consiglio di Stato, nei giorni scorsi, ha dato ragione alla Regione Veneto, respingendo il ricorso del Ministero dell’Economia, Finanze e Sviluppo Economico. La notizia arriva dopo la scadenza delle richieste per la terza ricarica. In pratica il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Veneto, estendendo questo beneficio anche ai cittadini delle regioni che ospitano impianti di rigassificazione (Liguria e Veneto). Una vera e propria notizia triste per i Lucani, che quest’anno dovevano ricevere circa 190 € di ricarica sulla card. Cosa cambierà? I lucani, stando alle prime indiscrezioni, non perderanno questo beneficio. Ma lo vedranno molto ridotto. Quindi, tutto da rifare. Cambieranno praticamente i criteri di ripartizione. Insomma un fondo tutto lucano che andrà anche ai cittadini di altre regioni (un’assurdità mai vista prima).

Come scritto dal giornalista Luigi Ierace della Gazzetta del Mezzogiorno, questa la motivazione dei giudici del Consiglio di Stato: “Non vi è possibilità di suddividere, come vorrebbero gli appellanti, le risorse del fondo per attribuirvi diverse destinazioni, essendo esso unico e finalizzato alla riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate dalle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi nonché dalle attività di rigassificazione attraverso impianti fissi offshore». Per il Consiglio di Stato «appare dunque in contrasto con tale chiaro dettato normativo – frutto della volontà parlamentare di estendere l’utilizzazione del Fondo a beneficio dei residenti di tutte le indicate regioni – la limitazione della destinazione dell’intero fondo, mediante l’istituzione del “bonus idrocarburi”, in favore di alcuni soltanto dei beneficiari indicati dalla legge». Nè è decisiva la circostanza «che il Fondo sia alimentato (in parte, ma certamente preponderante)» soltanto da alcuni territori non essendo stabilita alcuna correlazione tra produzione e soggetti che ne beneficiano. Nessuna limitazione neppure intorno al concetto di produzione «potendosi estendere il concetto di produzione dai beni (idrocarburi) ai servizi (trasporto), con ciò comprendendo anche le imprese che svolgono attività di rigassificazione». Non mettono soldi, insomma, ma li prendono.

Claudio Buono

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