“ABBIAMO PAURA”: UNA FRANA “SILENZIOSA E SOTTERRANEA” SI MUOVE A CIRCA 11 METRI DI PROFONDITA’

VIETRI DI POTENZA – “Abbiamo paura!”. E’ questa l’espressione utilizzata dai proprietari delle abitazioni site lungo l’arteria comunale di collegamento tra lo svincolo autostradale di Vietri di Potenza e il centro abitato, nello specifico tra contrada San Vito e contrada Carito. Il pericolo? Tanto per cambiare le frane. La conferma che il territorio vietrese fosse molto esposto al rischio frane e smottamenti in genere già la si era avuta e le prove tangibili la cittadinanza vietrese, negli ultimi anni, le aveva viste e soprattutto le sta vivendo: la chiusura della SP 12 con i relativi danni di comunicazione e commerciali, la frana che invase tutta la carreggiata dell’Sp 94 nel Marzo 2010 (nei pressi dell’ingresso di Vietri), il distacco del costone con la contestuale invasione sempre dell’SP 94 nel Maggio 2011 (questa volta in Contrada Fornace). Se la situazione era preoccupante ora si può senza dubbio parlare di “emergenza”.  La motivazione? Oggi ad essere in pericolo non sono solo le strade ma anche le abitazioni e di riflesso il rischio riguarda l’incolumità dei cittadini. Il dissesto che interessa l’area citata è rappresentato da una frana “silenziosa e sotterranea” (a circa 11 metri di profondità) che lentamente si muove al di sotto di cinque abitazioni. I segni di tale dissesto sono già ben visibili e lentamente aumentano la propria evidenza. Nel tempo, all’interno delle abitazioni, crepe e lesioni stanno diventando veri e propri crateri, che in alcuni casi vengono “tappati” con schiume o altri materiali. Una circostanza “tragicomica” che ci ha raccontato uno dei proprietari coinvolti è il fatto che nel tempo diversi alberi d’ulivo si sono spostati di ben 4 metri creando anche dei problemi  sulle determinazioni delle proprietà in base ai confini. Rischio e danni alle abitazioni aumentano in maniera proporzionale ed esponenziale. In qualche modo possiamo dire che le case “galleggiano” e lentamente, centimetro dopo centimetro, assumono nuove posizioni. Ulteriori conferme di  tali fenomeni  franosi  attivi sono  ben riscontrabili percorrendo il tragitto che collega il centro abitato vietrese all’uscita autostradale di San Vito: su tale percorso infatti sono tantissimi gli avvallamenti e le buche che rendono il manto stradale di non facile praticabilità. Probabilmente oggi si stanno subendo le conseguenze di una errata progettazione dei drenaggi all’epoca della costruzione della strada citata. L’ingente mole d’acqua, che oggi crea il fenomeno di cui si dibatte, in precedenza scendeva a valle attraverso un’ idonea canalizzazione. La costruzione della strada è andata ad ostruire tale canalizzazione; in questo modo l’acqua, non potendo trovare alcuno sfogo, si infiltra lentamente ovunque trovi delle insenature nel sottosuolo, andando ad interessare anche le fondamenta delle abitazioni, tra l’altro progettate secondo moderne concezioni.

(Nelle foto due vedute di Vietri di Potenza e, al centro, l’articolo pubblicato sulla “Nuova del Sud” di questa mattina)

Non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe accadere se si verificassero ulteriori cedimenti sotterranei. Negli ultimi anni, in Italia, sono molteplici gli esempi di tragici epiloghi dovuti  alla “mala-gestio” dell’emergenza. Alle prime sollecitazioni da parte degli sfortunati abitanti dell’area in questione si è accertato in loco che la frana risulta essere attiva ad una profondità di 11 metri. Ad oggi però ulteriori provvedimenti non ne sono stati presi anche se voci di corridoio parlano di insufficienza di fondi. Ecco perchè gli stessi proprietari degli appartamenti dell’area interessata hanno già provveduto ad inviare una ulteriore comunicazione al Comune di Vietri di Potenza da cui si attendono un intervento immediato, per poi poter interpellare anche gli altri organi competenti. Chi, di fronte ad un rischio del genere, avrà il coraggio di giustificare un mancato intervento parlando di insufficienza di soldi? Certo è che il rischio idrogeologico per Vietri è divenuto una vera e propria piaga per la comunità. Presumibilmente, l’intera area necessiterebbe di un monitoraggio continuo e di un piano generale di drenaggio delle acque, tale da evitare situazioni come quelle che stanno vivendo oggi  molteplici famiglie vietresi. 

Christian Giordano – Dalla “Nuova del Sud” del 04/12/2011

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